PRIMO MAGGIO 1924 | "Nulla dura in eterno, e nemmeno il fascismo"


Nulla dura in eterno, e nemmeno il fascismo
profetizzava Pietro Mancini dalle colonne della Parola Socialista del Primo Maggio 1924. Il fascismo era allora giovane e violento. La notte del 25 aprile la Camera Confederale del Lavoro di Cosenza veniva saccheggiata e parzialmente data alle fiamme da "certi eroi notturni" che, per dirla con parole dell'avvocato di Malito "dinanzi alla possibilità di un processo si nascondono e tremano". Il proletariato cosentino era depresso, fiaccato dai continui attacchi della squadraccia La Disperata, che batteva l'asfalto della Massa spezzando arti e seminando paura. In "Dal nemico la salute" il leader, il "Primo deputato socialista delle Calabrie", ricorda alle stanche masse calabresi che proprio in tempo di privazione si riscopre il senso profondo di una festa necessaria
a ricercare con lena tenace il lavoratore per svegliarlo dalla sua sonnolenza, fargli  guardare il mondo e indirizzarlo per la diritta via della sua liberazione dal suo servaggio morale ed economico in cui vive.
Abbiamo deciso di pubblicare questo scritto di grande impatto emotivo proprio oggi che altri nemici affilano le armi pronti cioè ad appiattire, equiparare, rivedere al ribasso, cancellare, comunque a esautorare date e ricorrenze significative del nostro sacrosanto calendario civile.  
(mat.dal.)
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Dal nemico la salute
di Pietro Mancini 
La Parola Socialista
1 Maggio 1924

Ricordi remoti, reminiscenze dolci nella memoria, fremiti di sdegno, impeti di ribellione.
Tutto questo è lontano, tanto lontano! Rimembranze che per il volgere di anni stavano per diventare evanescenti, ma che oggi balzano dal fondo dell'animo più vive e più care, circondate da un velo fatto di tristezza infinita!
Primo di maggio!...
Tanti anni fa eri l'aspirazione verso un ideale di fratellanza umana, verso una pace perenne, verso la esaltazione del lavoro libero e fecondo. Passarono gli anni e gli idealisti dai sopraggiunti furono scherniti. Via i... sentimentali... ed i romantici. La vita è realtà... e il materialismo trionfa...
Ecco il nuovo Primo Maggio!! Gazzarre e baldorie per i campi fioriti, rivoli di vino passarono per le gole assetate dei proletari e non proletari, canti o schiamazzi per le vie fino a tarda ora, discorso di qualche sfiancato oratore e ludi di ugole canore...
Festa del Lavoro! Eh, via ritorno di baccanali!
Fermezza d'intenti, spirito e disciplina di sacrificio, purezza d'idealità, gerarchia di pensiero e di cuore! Merce avariata, svenduta. Articoli da robivecchi!
Gaudeamus, gaudeamus, igitur!
Passarono gli anni, scoppiò la guerra. Silenzio, sbalordimento, fame, dolore.
Il baccanale si trasforma in raccoglimento pieno di letizia o di speranza. L'umanità che non è in trincea, e che ricorda il Primo di Maggio, lo ricorda col cuore fasciato di nero, lo rammenta con un pensiero di pace. Quattro anni, quattro lunghi anni!
Scoppia la fine della guerra...
Era la gioia senza fine, doveva essere anche la vita che ritorna, la vita che si rinnova, che spera in un ordine nuovo. Gli animi son lì pronti, i cuori palpitanti... Una parola, un gesto, una spinta... ed il proletariato conquista il potere!...
Il sogno, il sogno malioso, di tanti anni stava per avverarsi!...
Primo di Maggio 1919...
Lavoratori d'Italia, ricordato non per rimpiangere - troppo misera cosa - ma per ripetere ammaestramenti.
La storia è la vita. Schiere interminabili di lavoratori stavano a segnare il passo. Le polveri erano pronte. Mancava la scintilla che accende e crea. Non si seppe. Non sin osò. La storia si trasformò in misera cronaca. Il proletariato nevrastenizzato dai soliti gargarizzatori idioti e melensi di rivoluzioni a base verbosa fu sospinto al canto di "Bandiera Rossa" nelle cabine elettorali... facendo germogliare centocinquanta pionieri che compirono la... rivoluzione con l'innocua esposizione di un garofano rosso all'occhiello nel giorno dell'apertura del Parlamento.
Sic transit gloria mundi.
Dopo? Dopo Primo di Maggio 1921-1922, il baccanalo ritorna, si fa vivo, reclama i suoi diritti.
Nuova vita!...
"Bandiera Rossa" diventa il canto arlecchino di tutti gli esibizionismi collaborazionistici... mentre il nemico affila le armi. Alle gargarizzazioni rivoluzionarie si sostituiscono le schermaglie parlamentari a base di contatti obliqui d'ordine del giorno Celli, e di scioperi per la legalità.
"Bandiera Rossa" sale le scale del Quirinale... Via copriamoci il volto col palmo delle mani, suggelliamo le labbra al silenzio e versiamo lacrime amare.
Primo di Maggio 1924 tu oggi dovresti essere morto, per sempre. Ma Mussolini ti eleva, ti rialza, ti salva. Egli abolisce il baccanale per decreto reale e ti fa diventar simbolo. Oggi finalmente il proletariato ritrova il suo cuore.
Il Primo di Maggio in cui la redenzione umana sarà un fatto compiuto, quel Primo di Maggio non poteva essere un baccanale.
Lavoratori d'Italia incoronata di lacrime e tinta di vermiglio sangue proletario, oggi solamente oggi vi preparate ad essere degni di quel giorno. Oggi che il Primo di Maggio è cancellato dalle feste ufficiali, oggi il Primo di Maggio risorge, e si effonde, diventa religione dei vostri cuori.
La rivoluzione ch'è sentimento, disciplina, sacrificio, fraternità, solo oggi in questo Primo di Maggio, rivendica nel cuore del Lavoro che non sosta, e della fatica che non riposa, i suoi diritti insopprimibili ed inalienabili.
Lavoratori, oggi è la rinascita.
Dal nemico la salute.
Pietro Mancini
La Parola Socialista
1 maggio 1924



[La foto è tratta dal libro Il partito socialista italiano nella provincia di Cosenza (1904-1924), Pellegrini Editore, Cosenza 1974]

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