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ANPI Cosenza completa i propri organi direttivi

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Nella seconda riunione, il nuovo comitato direttivo della sezione provinciale "Paolo Cappello" di Cosenza ha completato i propri organi direttivi. Ecco il quadro completo: - Presidente: Franco Conforti - Vicaria: Marta Perrotta - Vice Presidenti: Maria Cristina Esposito, Francesca Marino - Segreteria Politica: Maria Pina Iannuzzi - Ufficio di Segreteria: Max Orrico, Giuseppe Logrippo - Delegato alla Comunicazione: Matteo Dalena Coordinatori Commissioni Revisori dei conti: Edoardo Stefano Studi storici: Matteo Dalena Studi giuridici e Costituzione: Livio Faillace Scuola: Franco Montalto

Nel libro dello storico Dalena la storia di Paolo Cappello (Esperia Tv)

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 "E' uno dei casi irrisolti della Cosenza fascista: l'omicidio di Paolo Cappello , raggiunto da due colpi di rivoltella esplosi la sera del 14 settembre 1924 sul ponte di San Francesco e morto una settimana dopo a causa delle ferite riportate, è stato portato alla luce dal giornalista e storico Matteo Dalena ..."

Paolo Cappello, il garofano spezzato (di Filippo Veltri)

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  "Un libro fondamentale per capire la storia nostra e toglierla dell'oblio. Io che abito a pochi metri dalla odierna piazza intitolata a Cappello e sono nato alla Massa, stesso quartiere di Cappello, non sapevo ad esempio quasi nulla su questo muratore cosentino ucciso nel 1924. Matteo Dalena autore del libro copre questo vuoto".    Filippo Veltri sul Quotidiano del Sud - Calabria del 12 dicembre 2020. #quelgarofanospezzato #paolocappello   #storiasociale #storiacriminale #antifascismo

Dalena ricostruisce l'affaire Cappello (di Paolo Palma)

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Nel 1924, l’anno della morte di Paolo Cappello, Cosenza contava poco più di trentamila abitanti; era una piccola città nella quale tutti si conoscevano; e certi giovani, pur di opposte fazioni, vi frequentavano le stesse osterie. Matteo Dalena, giovane storico che racchiude in sé sia l’esperienza dell’ANPI, sia quella dell’ ICSAIC , da sempre impegnati a collaborare sui rispettivi versanti, ci racconta la storia di un “pasticciaccio brutto” che ebbe per protagonisti fascisti e socialisti . E lo fa con delicatezza, e con l’onestà intellettuale che deve sempre guidare lo storico, anche se politicamente schierato. La povera vittima, di soli 34 anni, assurta a simbolo del martirio antifascista, è così collocata nel contesto che le è più congeniale, come scrive l’autore,  quello sporco e pericoloso della strada, della miseria, del vizio, del crimine e della violenza, fatta e subita.  Ecco dunque Paolino Cappello: muratore socialista analfabeta della Massa, figlio d’ignoti, poi mone...