Fu il nucleo più attivo della Resistenza romana, quello organizzato tra gli abitanti del quartiere del Trionfale a Roma, donde la sua denominazione di “Banda del Trionfale” . I diversi riconoscimenti al Valore (una medaglia d’argento, una medaglia di bronzo e tre croci di guerra) che furono assegnati ai suoi componenti più rappresentativi testimoniano la caratura dell’impegno del gruppo nella lotta al nazifascismo nel pieno degli anni bellici della Roma città aperta, seguiti all’armistizio dell’8 settembre 1943 e memorabilmente rappresentati, nei loro drammi più toccanti, da Roberto Rossellini nel suo omonimo capolavoro cinematografico. La Banda del Trionfale nacque attorno al credo antifascista di alcuni calabresi di Rogliano, che, trasferitisi per diversi motivi, di lavoro e di studio, nella Capitale, riuscirono a creare una selezionatissima rete di partigiani , diventata sicuro punto d’appoggio della direzione centrale del Partito comunista (Pci) clandestino di cui facevano ...
Un video di due minuti ciascuno per ricordarli tutti. Tra le tante iniziative messe in campo dal direttivo ANPI Provinciale di Cosenza "Paolo Cappello" per la celebrazione del prossimo 25 Aprile, settantacinquesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, spicca "Pillole di Partigiani Cosentini" . Il progetto curato da Matteo Dalena (testi e voce) , Maria Pina Iannuzzi (voce) e Rodolfo Capoderosa (musiche e montaggio), in collaborazione con l' ICSAIC (Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea) presieduto da Paolo Palma , mira a creare un archivio dedicato alla memoria dei partigiani della provincia di Cosenza . Dal 20 al 25 aprile 2020 saranno diffusi i primi cinque brevi videodocumentari che narrano in parole, immagini e musiche le gesta dei partigiani: Basilio Bianchi (n. Grimaldi 12/11/1924 - m. Biella 22/12/1943) Ippolito Montalto (n. Sant'Ippolito, Cosenza 25/7/1920 - m. Cosenza 28/2/19...
Riccardo De Luca, prima vittima del fascismo a Cosenza (12 maggio 1921) di Matteo Dalena Nel centro di Cosenza, tra via Popilia e il tribunale, c'è una strada intitolata a un giovane studente di cui si è persa o non si ha memoria, ucciso a rivoltellate dai fascisti nel maggio del 1921 . Tutti o quasi tutti conoscono la vicenda di Paolo Cappello , il muratore socialista della Massa, ucciso nel settembre del 1924 il cui omicidio è tuttoggi impunito. Il delitto Cappello - il primo in città dopo la presa del potere del fascismo - ha un fosco precedente (anch'esso impunito) inscritto nelle cronache cittadine come il primo omicidio a marca fascista quando ancora il fascismo "sgomitava" non solo per contare ma persino per esistere . Le politiche del 1921 erano alle porte. Le liste ministeriali liberal-democratiche si preparavano a fare incetta di consensi in una bagarre elettorale dove i voti si compravano come i porci e più delle idee contavano parentami e clientel...
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