PENSIERI RESISTENTI | Caro bisnonno "Fulmine"






Caro Bisnonno Fulmine,

mamma e papà mi hanno già tanto parlato di te in questi miei quasi sette mesi di vita. Mi hanno raccontato che ad un certo punto della tua vita, quando eri solo un giovanissimo uomo, hai scelto da che parte stare. Mi hanno detto che hai vissuto nascosto nei fossati e che poi una brava famiglia ti ha accolto e accudito. Mi hanno detto che eri partigiano, che hai contribuito alla lotta per la liberazione dal fascismo. Io ancora non so bene cosa significa, ma so che sono nata libera e che per questo devo ringraziare anche te.

Mamma e papà mi hanno detto poi, che sei stato un uomo buono, onesto, che hai costruito una vita dignitosa insieme alla bisnonna Santina, e mi hanno detto che vi amavate tanto. Hanno anche detto che sei stato sempre impegnato, in politica, nel sindacato, che hai sempre costruito percorsi di partecipazione e democrazia. Sono parole che mamma e papà mi ripetono sempre, mi dicono che 


oggi la resistenza è lotta contro le mafie, contro i razzismi, contro le forme di violenza, contro il sessismo
Il mio bisnonno Eugenio Garofalo "Fulmine"

Sai, papà e mamma mi dicono pure che viviamo in Calabria e che anche io sono una piccola fimmina nata a sud, e che hanno scelto di restare per provare a costruire cambiando un po' le cose. Mi raccontano storie belle di questa terra sai, tante storie di disperazione e di speranza, e poi mi parlano sempre di memoria. Mi dicono che in questa terra ci sono tanti uomini e donne che chiedono verità e giustizia perché qualcuno ha fatto molto male ai loro familiari, e mi dicono che loro resistono pure perché lottano ogni giorno per non far dimenticare quello che è successo e perché quello che è successo non accada mai più.

Mi raccontano che ci sono tante donne che hanno il coraggio di uscire da situazioni di violenza, e che scelgono l’amore, e non la morte.

Papà e mamma mi raccontano tante cose, mi dicono che ci sono giornalisti che continuano a lavorare in questa terra nonostante tante volte chiedono di cambiare quello che hanno scritto e che ci sono donne e uomini che scelgono di studiare e fare ricerca, e lo fanno per passione, perché è il loro sogno. Mamma dice che si chiamano ricercatrici e ricercatori precari, e che sono tanti, e io li vedo che studiano di notte e all’alba per recuperare il tempo e non cedere alle logiche di potere alle quali non appartengono. Mi dicono poi mamma e papà, che il lavoro è dignità, e che bisogna sempre amare quello che si sta facendo lavorando con etica e responsabilità.

Sai, nonno, sono circondata da belle storie di persone che hanno scelto da che parte stare e che sono sempre impegnate a costruire, lottare, denunciare, proporre. Mamma e papà mi dicono che sono tutte amiche e amici, che siamo parte di tante comunità di memoria fatte di famiglia, amicizia, compagni di viaggi e di lotta. Siamo in tanti e tante, e io so che insieme a tutti e tutte loro crescerò forte, libera e sorridente 


Perché la resistenza è gioia, la resilienza è speranza, e il sorriso è libertà. 



Sono davvero tanto piccola, ma sono felice di stare in mezzo a queste storie fatte di amore e di libertà.

Sai nonno, siamo vivendo un periodo davvero molto strano, anche se sono in mezzo a tante storie, in questi giorni siamo chiusi in casa, e mi mancano molto tutti e tutte. C’è una persona però che mi manca più di tutti, non lo vedo da più di due mesi ormai, e ogni sera aspetto di sentirlo per augurarci la buonanotte per telefono.  Ha scelto di fare il medico, ha sempre voluto farlo, ha studiato tanto ed ha fatto tanti sacrifici. Si è specializzato in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, sai caro bisnonno, io c’ero alla seduta, anche se non ho capito nulla di quello che spiegava so che quel lavoro era dedicato a me che lo ascoltavo in prima fila. Adesso è impegnato nella rianimazione in un reparto Covid-19, proprio qui in Calabria, e sono una eccellenza di questa terra
 
Mio zio Eugenio Garofalo

Tante persone hanno fiducia in lui, e io ne sono molto fiera. Insieme ai suoi colleghi e alle sue colleghe, agli operatori socio-sanitari, agli infermieri, e a tutti quelli che lavorano negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistite in questo periodo particolare ma in tutto l’anno, rappresentano una bella testimonianza di resistenza, e anche loro, come te hanno scelto da che parte stare. Mio zio è il mio eroe, anche se lui dice che sta facendo solo il suo dovere. Io sono molto fiera di lui, sai bisnonno, lui porta il tuo nome, Eugenio Garofalo, e oggi è partigiano anche lui.



Buon 25 aprile a te bisnonno,

buon 25 aprile a voi che state costruendo ogni giorno, anche per me, la democrazia, la libertà, la bellezza.



Valentina Dalena Garofalo

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